Basta riempiere le tasche delle banche con i nostri soldi. Basta con la superficialità della politica. Basta con la persecuzione fiscale e le nuove tasse sulle imprese. Basta con il lavoro nero. Cna dice basta, e per la prima volta forse nella sua storia ormai cinquantennale in Provincia di Massa Carrara, affrontando a muso duro, frontalmente, “la leggerezza, la superficialità, il pressappochismo e il dilettantismo con cui sono e vengono decise, affrontate e poi modificate e ancora cancellate, questioni vitali del territorio”. La lista è lunga: nel mirino di Cna ci sono la politica, le banche, le tasse, il sistema fiscale e le modalità di gestione del territorio. All’apice dello stato di agitazione, e del malessere economico, la crisi internazionale che ha reso ancora più difficile fare impresa in un territorio che “ha tutte le caratteristiche naturali, morfologiche ed imprenditoriali per essere da primato – spiega Dino Sodini, Presidente Provinciale Cna – ed invece sforna numeri e comportamenti economici da perfetto Sud”.  Alle fondamenta di un “quasi disastro economico” secondo Cna c’è l’incapacità “perdurante, costante, prolungata negli anni di decidere, scegliere e pensare in prospettiva”. Piccole e grandi “traumi”: dalla cecità nella gestione delle risorse destinate per le opere pubbliche fino al porto turistico, infrastruttura da decenni ferma ai “ni” della politica che ora, dopo la bocciatura della Regione Toscana, è diventata più che un miraggio.

Nasce in questo clima di esasperazione e di profonda frustrazione l’esigenza impellente, non più rimandabile, di dare un segnale diverso alle istituzioni. Gli artigiani, Cna, questa volta fanno sul serio: “Vogliamo dare voce alla crisi degli artigiani, commercianti e piccoli imprenditori – spiega ancora Sodini ricalcando le motivazioni che hanno portato Cna a convocare per lunedì 12 dicembre (dalle 19,30) un’assemblea generale straordinaria, atto mai verificatosi negli ultimi 10 anni che si terrà nella casa degli artigiani, presso la sala convegni di Cna ad Avenza – la fuori, dentro le mura delle imprese, c’è una crisi che fa spavento. Ma la politica se ne è accorta?”. All’assemblea, momento di confronto libero, sono invitati a partecipare tutti gli imprenditori mentre non saranno invitati ne rappresentanti delle amministrazioni, ne degli schieramenti politici locali: “Ogni intervento sarà un contributo indispensabile. I politici? Dovevano agire prima, ora è tardi per venire lì a fare promesse”. Cna rivendica, per nome e per conto delle imprese, un ruolo chiave nella tenuta dell’economia locale: “Le piccole imprese, gli artigiani non hanno licenziato – racconta Sodini – hanno stretto i denti: le grandi imprese hanno subito parlato di ristrutturazione, le piccole aziende, pur di non licenziare, hanno messo mano a tutte le risorse che avevano. Ma oggi, che le risorse sono finite e le banche hanno chiuso i rubinetti irrigidendo oltremodo i rapporti; i piccoli imprenditori sono in ginocchio”. Da qui un monito: “Se non ripartono le nostre Imprese, non riparte la nostra Provincia. Questo per chi fa impresa, per gli artigiani, sarà un Natale da dimenticare”.

Cna ne fa una questione di dignità, e diversamente non potrebbe essere: “Noi, la nostra associazione, vuole rispondere ai bisogni reali delle imprese, stanche di aspettare le risposte di quella politica sempre più concentrata sulle elezioni e il mantenimento dei propri privilegi. E’ ora di dire basta”.