Lo stop al Piano Strutturale rischia di “congelare” 600 milioni di euro di lavori (altri 72 da opere pubbliche) e di rimandare la ripresa dell’economia apuana. E’ l’analisi fornita dalla Cna Apuana (info su www.cna-ms.it) all’indomani dello scontro tra Provincia e Comune di Massa dopo lo stop all’applicazione del Piano Strutturale che prevede la trasformazione delle ex colonie in appartamenti e la costruzione di unità abitative tra Ronchi e Poveromo. “Se la Provincia ha bloccato il Piano Strutturale avrà avuto i suoi motivi – commenta Antonio Chiappini, coordinatore Cna Costruzioni Toscana – non vorremo che per accontentare qualcuno ci si sia spinti oltre forzando parametri ed indici di edificabilità, e provocando, come diretta conseguenza, lo stop alla definitiva messa in opera del Piano. La bocciatura della Provincia trova conferma nella presa di posizione della Sovraintendenza; ora stiamo aspettando anche un parere della Regione Toscana che sarò molto utile per fare ulteriore chiarezza. A questo punto crediamo la posizione della Regione Toscana sarà fondamentale, e se anche la sua sarà una bocciatura, è necessario che il Comune di Massa rimedi al più presto eliminando forzature e difetti di forma che oggi bloccano il Piano”. A raccogliere le preoccupazione delle imprese, dopo le notizie diffuse dai media in questi giorni, è la Referente Provinciale, Manuale Paladini che si limita ad una sintesi: “Le imprese sono molto preoccupate perché sul Piano Strutturale le hanno riposto grandi speranze, e con loro la nostra associazione. Lo abbiamo detto più volte, nel corso di questi mesi, che il Piano Strutturale può essere un’opportunità di rilancio per tutta la nostra economia”.